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Discussione: Quale Privacy? [Editoriale CM 153]

  1. #1
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    Predefinito Quale Privacy? [Editoriale CM 153]

    Nel nuovo CM di luglio (N. 153) ho letto con molto interesse l'editoriale di Marco Schiaffino da cui ho tratto il titolo per il thread.

    Con poche semplici parole ha posto l'accento sulla tutela della privacy e portato alcuni es. pratici utili far comprendere dove si delimitano i confini della ns. privacy.

    Desidero riportare l'intero editoriale: chiunque vorrà esprimere la sua opinione in merito è ben accetto.

    ------------------------------------------------------

    "Prima di lanciarsi in crociate contro "Grandi Fratelli" veri o presunti, sarebbe meglio fissare qualche paletto che permetta di capire esattamente che cosa sia una "violazione della privacy".
    Dopo anni in cui il tema è stato completamente ignorato, infatti, sembra che Internet sia travolta da una ondata di isteria collettiva su questo argomento. Al centro delle polemiche il solito Facebook, con utenti inferociti che si lamentano per il fatto che i contenuti da loro pubblicati (di solito foto) circolano sul Web.
    Forse sarebbe meglio mettersi l'animo in pace e assimilare, una volta per tutte, che quando comunichiamo sul Web stiamo "rendendo pubblici" dei contenuti, che da quel momento saranno disponibili a tutti.
    Pretendere che siti e Social Network ci garantiscano il massimo controllo sulla circolazione di quello che pubblichiamo è semplice ingenuità.
    A preoccuparci davvero, invece, dovrebbe essere il livello di controllo che operatori e gestori dei siti Web possono esercitare.
    Un esempio su tutti?
    Provate a leggere l'edizione internet del New York Times e date un'occhiata al banner pubblicitario. Stamattina, sul mio portatile, campeggiava la pubblicità (in italiano) di un noto fornitore di telefonia mobile (italiano).
    Il che significa che il sistema che gestisce la pubblicità del sito ha analizzato l'indirizzo IP del mio computer, ha scoperto la mia nazionalità e ha potuto così propinarmi il banner più adatto.
    Non è più inquietante delle foto di Facebook?"

    -Marco Schiaffino (Responsabile di redazione)
    -
    -------------------------------------------

    Che dire, Marco?
    Hai perfettamente centrato il punto!
    Condivido in toto le tue osservazioni e, soprattutto, le tue preoccupazioni, vista la sorpresina che ti è occorsa

  2. #2
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    sono pienamente d'accordo, ormai nel web 2.0 la cosidetta privacy é un miraggio, qualsiasi sito web che apriamo, dal forum all'internet banking registra il nostro ip, il nostro indirizzo fisico, alcuni adirittura la provenienza e altri lìso e l'hard ware!! incredibile? no, ormai é uno standard! pensate ai programmi online che ci permettono di misurare il consumo del nostro pc o di trovare i driver più adatti, pensate se ogni sito web avesse una cosa del genere ma usasse i dati per scopi non leciti, in ogni istante qualcuno può tracciarci, sapere dove siamo, con un unico stupido e superficiale indirizzo ip!
    In ogni pagina web aperta rimane il nostro segno, regisrato, alcuni banner pubblicitari come diceva arturo, sono quasi senzienti! vi dicono il negozio più vicino a casa vostra perchè sanno la vostra provincia dall'indirizzo ip, alcuni vi dicono dai vieni a trovarmi sono qui vicino a casa tua: ti mettono il tuo comune (70% azzeccato), e questi banner non sono sul server della pagine, fate finta, immaginate qualcuno che lavora per questa azienda di pubblicità, mette un codice maigno sul server, chiunque aprisse una pagina web con quel banner sarebbe attaccata!!! e la colpa non é del server della pagina, oltre a questi "sfruttamenti" siamo costantementi tracciati da aziende che si occupano di sondaggi, vedono quale sito apriamo di più e che preferenze abbiamo, ma noi dove abbiamo firmato per questo? magie del nuovo web libero a tutti
    Il mio PC: MOBO: asus ma479t deluxe, PROCIO: Amd phenom x4 955 3,2 ghz, VIDEO: ati radeon Hd 4770 512 mb gddr5; RAM:kingston 2x2gb ddr3 + 2 X 4gB Corsair VENGEANCE 1600 mhZr , HD: seagate barracuda 1tb + 1 green maxtor 1tb, ALI:650w (marca?); CASE: by me; new entry: APC Smart-UPS SC 1500VA/865 Watts

    La scienza non è nient'altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell'umanità.

    Tesla.

  3. #3
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    Volevo aprire io un thread per complimentarmi con l'autore dell'editoriale... Ha analizzato e dato una risposta a un problema che causa dibattiti infiniti... Un bellissimo editoriale che mi terrò a mente quando si parlerà di violazione della privacy, che non penso esista più.
    Ogni giorno, per ogni minima cosa in cui usiamo i nostri dati personali, siamo obbligati al trattamento dei nostri dati personali, e ci troviamo la casella mail o la cassetta delle lettere piene di pubblicità che non ci interessano, e spesso ci chiediamo da dove viene...
    My PC:
    Modello: HP Media Center m7081.it CPU: AMD Athlon 64 X4 630 2,8 GHz RAM: 2GB Corsair DDR3 1333MHz Disco Fisso: SATA 160Gb *boh * Scheda Video: ATI HD3650 PCIex 512MB Shader 4.1 Scheda Audio: Creative SB Audigy 2 ZS SO: Windows 7 Ultimate / Fedora

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da arturo Visualizza Messaggio
    Provate a leggere l'edizione internet del New York Times e date un'occhiata al banner pubblicitario. Stamattina, sul mio portatile, campeggiava la pubblicità (in italiano) di un noto fornitore di telefonia mobile (italiano).
    Il che significa che il sistema che gestisce la pubblicità del sito ha analizzato l'indirizzo IP del mio computer, ha scoperto la mia nazionalità e ha potuto così propinarmi il banner più adatto.
    Non è più inquietante delle foto di Facebook?"

    -Marco Schiaffino (Responsabile di redazione)[/I][/COLOR]-
    Sinceramente non mi inquieta il fatto che venga individuata la nazionalità in base all'indirizzo IP.
    Per me è stato molto più inquietante quando mi è arrivata una mail da un amico che mi invitava a iscrivermi a Facebook: alla fine della mail mi veniva ricordato quali altri utenti Facebook in passato mi avevano mandato ugualmente l'invito! Questo significa che Facebook tiene in memoria il mio indirizzo e-mail (nonostante io non sia iscritto) e si ricorda chi mi ha mandato gli inviti e me lo fa notare: non appena un utente mi invia l'invito lui controlla tutti coloro che già lo hanno mandato al mio indirizzo.
    Slackware current

    Acer Aspire 5720, Intel Core 2 Duo T7300, Mobile Intel Graphics Media Accelerator X3100, ram 2GB DDR2, monitor 15.4", 160GB HDD, 802.11a/b/g wlan.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da giberg Visualizza Messaggio
    Sinceramente non mi inquieta il fatto che venga individuata la nazionalità in base all'indirizzo IP.
    Per me è stato molto più inquietante quando mi è arrivata una mail da un amico che mi invitava a iscrivermi a Facebook: alla fine della mail mi veniva ricordato quali altri utenti Facebook in passato mi avevano mandato ugualmente l'invito! Questo significa che Facebook tiene in memoria il mio indirizzo e-mail (nonostante io non sia iscritto) e si ricorda chi mi ha mandato gli inviti e me lo fa notare: non appena un utente mi invia l'invito lui controlla tutti coloro che già lo hanno mandato al mio indirizzo.
    e' nel regolamento di facebook, se uno si iscrive autorizza facebook all'uso anche delle informazioni che fornisce, non solo quelle che pubblica. legalemente sono stati autorizzati da chi "ti ha inviato" l'invito
    "Il progresso tecnologico fa Boink"

    Calvin

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da marco Visualizza Messaggio
    e' nel regolamento di facebook, se uno si iscrive autorizza facebook all'uso anche delle informazioni che fornisce, non solo quelle che pubblica. legalemente sono stati autorizzati da chi "ti ha inviato" l'invito
    Quindi hanno trovato il modo di scaricare la colpa sull'utente. Io non posso prendermela con FB ma con gli amici che mi hanno inviato l'invito che non hanno capito (non lo capirei nemmeno io da quel passo del regolamento o comunque non mi verrebbe d pensare a questa cosa) che FB usa anche gli indirizzi mail a cui mandano gli inviti.

    Quindi indirettamente hanno chiesto agli utenti di poter usare gli indirizzi e-mail che non sono loro una volta che li hanno inseriti per inviare un invito.

    Brutta storia.
    Ultima modifica di giberg; 24-06-09 alle 15:13
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  7. #7
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    basta picchiare gli amici che hanno facebook
    Addominali a tavola, ginnastica nel letto e bicipiti al bancone.

    Il mio modestissimo blog

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da zazu Visualizza Messaggio
    basta picchiare gli amici che hanno facebook
    Be', francamente devo ammettere che la penso anch'io come zazu..

    Purtroppo succede così ai fatti: tanti, troppi utenti non prendono coscienza dei mezzi che utilizzano pertanto se ne guardano bene dall'informarsi prima sui possibili "effetti collaterali". E guarda caso son poi le gli stessi utenti che ci inviano quelle e-mail di gruppo dove troviamo il ns. indirizzo in bella mostra in mezzo a tanti altri sconosciuti, e allora in quel caso mi incavolo di brutto e minaccio chi mi invia stè e-mail che diventano fonte di porcherie e virus che ci vedremo prima o poi arrivare da qualcuno di questi sconosciuti che possno avere i loro PC infetti senza che lor manco se ne accorgano, così come tra gli sconosciuti vi possono pure essere i pirati...

    Sono assolutamente d'accordo sul fatto che non è il caso muovere critche a Facebook o simili dato sono legalmente a posto, vediamo invece di svegliarci noi per tempo informandoci adeguatamente di dove ci stiamo ficcando.

    Certo che quello che è occroso a Marco Schiaffino francamente non è per nulla bello: vedersi recapitare pubblicità solo perchè dietro le quinte qualcuno ha fatto sul serio il furbo facendogli una bella radiografia di nascosto, non mi pare il massimo della legalità..
    Ultima modifica di arturo; 24-06-09 alle 17:23

  9. #9
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    purtroppo, nel caso di facebook, della posta elettronica e di altri "mezzi pubblici" simili.... tipo l'autobus, la colpa è quasi sempre dei passeggeri e quasi mai dei conducenti

    il cazzone e l'incapace id intendere e di volere si trovano dappertutto

    se l'autobus è lordo non è colpa dell'autista, allo stesso modo, con facebook tra gli iscritti c'è sempre chi non sa mai cosa comporta il solo e semplice essersi iscritti e cosa fare e non fare una volta a bordo

    così, alla stregua dei "catenari" che diffondono grasse liste di indirizzi e-mail, diffondono il morbo, fanno da untori senza nemmeno saperlo, aiutano lo spam, forniscono dati personali altrui in maniera accurata e precisa, peggio di un esercito di laboriose formiche!

    un team pagato non riuscirebbe ad essere produttivo quanto un utonto

    PS
    io sono felicemente non iscritto a facebook
    Addominali a tavola, ginnastica nel letto e bicipiti al bancone.

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  10. #10
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    io sono iscritto (ma non mi troverete mai)

    da poco hanno modificato il contratto e quella voce che ricordo che parlava della diffusione di dati di amici è sparita, sostituita da una forma molto più generica

    bella questa perla presa dal contratto:
    1. Privacy

    Facebook considera molto importante la tua privacy.
    "Il progresso tecnologico fa Boink"

    Calvin

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