vorrei correggere una mia affermazione:
la quantità di luce che arriva al sensore attraverso un obiettivo da 50mm e uno di 100mm aventi la stessa apertura di diaframma è uguale.
al contrario di quanto avevo affermato.
la cosa a pelle mi pareva giusta, in quanto una maggiore lunghezza poteva causare un decadimento della quantità di luce, ma non avevo tenuto conto che il diaframma. come mi ha fatto notare alvise in una discussione privata, ha un'apertura massima, diciamo 2,8 che varia da obiettivo a obiettivo. dato che il diaframma è il rapporto tra la lunghezza focale di un obiettivo e il suo diametro avrebbe dovuto essere fin troppo facile pensare che due obiettivi aventi la lente anteriore dello stesso diametro, ma lunghezze focali diverse avrebbero dovuto avere un foro attraverso cui passa la luce, di dimensioni diverse a parità di valore (diciamo f/2,8). questo fa sì che tutti gli obiettivi, indipendentemente dalla loro lunghezza focale o diametro della lente, quando messi allo stesso diaframma, facciano arrivare alla pellicola o al sensore la stessa quantità di luce.
quindi per l'esperimento di ermanno, possiamo dire che quello che cambia tra gli scatti eseguiti come da lui illustrato, sarà solo la pdc, se poi cambia davvero.....
mi scuso per la stupidata detta nel precedente post.
ciao
giorgio
PS, questa volta, oltre al supporto tecnico di alvise mi sono anche letto con attenzione una pubblicazione di ansel adams dove parla del diaframma e della quantità di luce.
ciao
giorgio



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